Rivista del Diritto Commerciale e del diritto generale delle Obbligazioni

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Annata 2010
Fascicolo 2
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Autotutela ed eterotutela delle minoranze nel controllo giudiziario ex art. 2409 c.c. (*) (SERENELLA ROSSI)

1. Premessa. – 2. L’interpretazione dell’art. 2409 c.c. nel vigore del codice civile del ’42. – 3. L’evoluzione della norma dal codice di commercio al codice civile. – 4. Le tesi che affidano al controllo giudiziario ex art. 2409 c.c. la tutela dell’interesse pubblico all’affermazione del diritto oggettivo. – 5. La legittimazione del PM alla denuncia e la natura degli interessi tutelati dalla disciplina. – 6. La nuova formulazione della norma nella recente riforma del diritto societario. – 7. La struttura del procedimento e i suoi obbiettivi. – 8. L’ispezione della società e la funzione informativa del procedimento. – 9. I casi diversi dai casi più gravi. – 10. La funzione informativa del procedimento e i rimedi di autotutela dei soci. – 11. I casi più gravi e le misure di eterotutela adottabili dal Tribunale. – 12. La verifica di adeguatezza dei rimedi alternativi di tutela dell’interesse sociale in caso di irregolarità idonee a produrre danno al patrimonio della società o delle sue controllate. – 13. Il nesso di causalità tra illecito e danno: i provvedimenti ex art. 2409 c.c. e la prevenzione del danno al patrimonio della società o delle sue controllate. – 14. Il danno all’interesse sociale in assenza di danno al patrimonio della società. – 15. Conclusioni.   (*) Scritto destinato agli Studi per Franco Di Sabato.

Annata 2010 Fascicolo 2 Pagina 503

Il fallimento dell’imprenditore defunto (*) (GIUSEPPE jr FERRI)

1. Premessa. – 2. Le condizioni. – 3. L’iniziativa. – 4. L’insolvenza.   (*) Il lavoro riproduce il commento all’art. 11 della legge fallimentare destinato al Commentario alla riforma del diritto fallimentare in corso di pubblicazione presso la EGEA.

Annata 2010 Fascicolo 2 Pagina 447

Professionista intellettuale e obbligazioni di mezzi (LORENZO DELLI PRISCOLI)

1. Professionalità e perizia. – 2. Professionista, professionista intellettuale e imprenditore. – 3. Diligenza e obbligazioni di mezzi. – 4. La non perfetta corrispondenza tra professionisti intellettuali e obbligazioni di mezzi. – 5. Obbligazioni di mezzi e problemi tecnici di speciale difficoltà.

Annata 2010 Fascicolo 2 Pagina 345

La cessione dei patrimoni destinati (ANTONIO MORELLO)

1. La disciplina codicistica dei patrimoni destinati e la loro cessione. Impostazione del problema. – 2. Il presupposto della cessione fallimentare. – 3. La funzione della cessione fallimentare. I creditori speciali quali creditori «non concorsuali ». – 4. I criteri di selezione del cessionario. – 5. Cessione o liquidazione: in sede concorsuale non è data alternativa. – 6. Cessione e liquidazione del patrimonio destinato: i fattori differenziali. – 7. La cessione extra-fallimentare: l’ammissibilità. – 8. Le regole della cessione extra-fallimentare. Questioni di diritto societario. Segue. La cessione del patrimonio ad una società che assuma l’affare specifico come oggetto esclusivo della propria attività. – 8.1. Questioni di diritto contrattuale. I creditori speciali. – 8.2. I creditori generali della società acquirente. Il problema del diritto di opposizione. Segue. L’atto “dannoso” contro cui agire.

Annata 2010 Fascicolo 2 Pagina 377

La nuova disciplina dei conferimenti di beni in natura o crediti senza relazione di stima (CARMINE LAZZARO)

1. Premessa. – 2. Considerazioni generali sulla posizione sistematica dell’art. 2343 ter c.c.: il rapporto tra gli artt. 2343 e 2343 ter c.c. – 3. Conferimento dei “valori mobiliari” e degli “strumenti del mercato monetario” – 4. Conferimento di “beni in natura o crediti conferiti, diversi da quelli di cui al primo comma” – 4.1. Il “valore equo” ricavato da un bilancio approvato. – 4.2. Il “valore equo” risultante da una valutazione precedente. – 5. Le verifiche degli amministratori. – 6. Aumento di capitale con conferimento in natura senza relazione di stima (artt. 2440 e 2440 bis c.c.).

Annata 2010 Fascicolo 2 Pagina 649

Il dibattito statunitense sulla attualità della procedura di chapter 11 (BERNARDO MASSELLA)

1. Introduzione. – 2. Teoria economica tradizionale del Chapter 11. – 2.1. L’approccio dell’analisi economica del diritto. – 2.2. Il common pool problem. – 2.3. Diverse ownership interests e il problema del controllo. – 2.4. La natura dell’impresa ed il going concern value. – 2.5. I presupposti del Chapter 11 e l’archetipo dell’equity reorganization. – 3.2. L’eliminazione della reorganization: contingent equity e going concern sale. – 3.3. La natura inderogabile del diritto fallimentare ed il menu approach. – 4. Conclusioni.

Annata 2010 Fascicolo 2 Pagina 597

La liquidazione volontaria delle società non insolventi nella procedura di amministrazione straordinaria (*) (ANTONIO MARIA LEOZAPPA)

1. Premessa. – 2. La liquidazione volontaria e le finalità della amministrazione straordinaria. – 3. Il quadro normativo di riferimento. – 4. La liquidazione volontaria come strumento attivo di realizzazione delle finalità della amministrazione straordinaria. – 4.1 (segue): problemi operativi. Lo scioglimento dai patti parasociali. La posizione di interesse del socio in a.s. – 5. L’interesse allo scioglimento anticipato della società. – 6. L’interesse a programmare la gestione liquidatoria. L’interesse a vincolare la destinazione del patrimonio aziendale. – 6.1 (segue): l’interesse all’esercizio provvisorio dell’impresa. (*) Lo scritto riproduce, con modifiche, il testo che sviluppa il contenuto dell’intervento svolto il 5 giugno 2009 nel convegno “Le liquidazioni aziendali”, organizzato a Lecce dalla Facoltà di Economia dell’Università del Salento, in corso di pubblicazione negli Atti del Convegno.

Annata 2010 Fascicolo 2 Pagina 479

Per una lettura dell’abuso contrattuale: contratti del consumatore, dell’imprenditore debole e della microimpresa (STEFANO PAGLIANTINI)

1. Introduzione: deroga al diritto dispositivo ed abuso di libertà contrattuale. – 2. La metafora del cd. contratto asimmetrico: la relazione di applicabilità normativa tra contratti del consumatore e Btwob. – 3. Lo squilibrio economico come tratto fisiognomico dei contratti dell’imprenditore debole – 4. Il mito del contraente debole e le ambiguità sottese al modulo argomentativo della proporzionalità. – 5. Segue: la buona fede oggettiva come volet della giurisprudenza italiana e francese per la tutela dell’impresa debole. – 6. L’art. 33, comma 2, c. cons. come norma sulla produzione di norme per la classe dei contratti dell’imprenditore debole e l’esperienza francese delle pratiques prohibées nei contratti commerciali tra professionisti (art. L. 442-6 code de commerce). – 7. Segue: lineamenti di un trattamento dualistico tra norme identiche e discipline di settore. – 8. Contratti del consumatore, tra professionisti e l’emergere della nozione di microimpresa: traccia per una (possibile) tassonomia contrattuale europea. – 9. L’ambito di rilevanza normativo dei contratti della microimpresa. – 10. Intermezzo: ancora sulla microimpresa (art. 2, comma 4 d.lgs. 11/2010). Verso una tripartizione dei contratti tra professionisti ? – 11. Lo statuto normativo composito del cd. terzo contratto tra surexploitation e dépouissiérage delle categorie tradizionali. – 12. Epilogo: la questione pregiudiziale Caja de Ahorros y Monte de Piedad de Madrid c. Asociación de Usuarios de Servicios Bancarios (causa C-484/08).  

Annata 2010 Fascicolo 2 Pagina 409

La circolazione delle partecipazioni azionarie in una prospettiva comparatistica (1) (DANIELE SABBATINI)

1. Premessa. – 2. La funzione economica della “legge di circolazione” delle partecipazioni azionarie. – 3. La natura della partecipazione sociale e il suo inquadramento concettuale all’interno dei sistemi giuridici nazionali. – 4. Il principio della libera trasferibilità delle partecipazioni azionarie. – 5. Il collegamento della partecipazione sociale ad un documento circolante. – 5.1. L’inquadramento dogmatico dei titoli azionari nell’ambito del sistema dei titoli di credito. – 5.2. Il trasferimento della titolarità delle partecipazioni azionarie. – 5.3. La tutela dell’acquisto a non domino. – 5.4. Le eccezioni opponibili da parte della società. – 5.5. La legittimazione nei confronti della società. – 6. Le azioni dematerializzate. – 6.1. Il fenomeno della dematerializzazione. – 6.2. La circolazione dematerializzata dei titoli azionari. – 6.3. Il sistema di dematerializzazione totale. – 6.4. La posizione giuridica dell’azionista. – 6.5. Tutela dell’acquisto di buona fede. – 6.6. La legittimazione del socio: il ruolo del libro dei soci. – 7. La scelta della legge di circolazione: tra autonomia privata e vincoli legislativi. – 7.1. Il potere di scelta del contraente. – 7.2. Azioni al portatore e azioni nominative a scelta del socio o della società. – 7.3. La nominatività obbligatoria. – 7.4. Dematerializzazione obbligatoria. – 7.5. Dematerializzazione facoltativa a scelta della società o del socio. – 8. Gli sviluppi comunitari in materia di circolazione delle azioni cross-border. – 8.1. I costi dell’incertezza legale. – 8.2. Le iniziative di armonizzazione: il progetto di Convenzione Unidroit e il Legal Certainty Group.

Annata 2010 Fascicolo 2 Pagina 551

Questioni varie in tema di patti parasociali "atipici" (VINCENZO DONATIVI)

SOCIETÀ DI CAPITALI. Patti parasociali. Tassatività delle fattispecie considerate dall’art. 2341 bis c.c. Esclusione. Patti parasociali. Durata stabilita con riferimento ad un determinato evento incertus quando. Applicabilità della disciplina dei patti parasociali a tempo indeterminato. Patti parasociali a tempo indeterminato. Estensione della regola del recesso ad nutum, prevista nelle società per azioni, anche nelle società a responsabilità limitata. Patti parasociali. Mancato esercizio di un diritto previsto dal patto. Estinzione per rinuncia tacita. Configurabilità. Condizioni. SOMMARIO: 1. Le questioni esaminate dal Collegio. – 2. La nozione generale di patto parasociale, anche alla luce della nuova disciplina codicistica: le determinazioni del Collegio arbitrale. – 3. (Segue) La “nozione” di patto parasociale e i suoi rapporti con la “fattispecie” codicistica. – 4. La questione relativa alla possibilità di applicazione analogica della disciplina codicistica dei patti parasociali ad accordi che non presentino uno o più dei presupposti soggettivi o oggettivi che ne compongono la fattispecie normativa. La ratio della disciplina in tema di durata dei patti parasociali.. – 5. (Segue) Cenno alle principali conseguenze applicative.

Annata 2010 Fascicolo 2 Pagina 31


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ISSN 2532-9839 | 2532-9847