Rivista del Diritto Commerciale

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e del Diritto generale dalle Obbligazioni

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A proposito del Commentario del Codice Civile diretto da Enrico Gabrielli   (ENRICO GABRIELLI)

Autori Vari: P.Grossi, A. Marini, P. Rescigno, G. De Nova, M.R. Morelli, E. Gabrielli. (*) Relazioni svolte al Convegno “La persistente attualità del Commentario del codice civile. A proposito del Commentario del Codice civile diretto da Enrico Gabrielli”, tenutosi a Roma presso la Corte Costituzionale il 10 novembre 2016.  

(sentenza con note) Invalidità di delibere assembleari negative e tutela del socio   (SABRINA MASTURZI)

MASSIMARIO Deliberazioni assembleari negative. Azione risarcitoria proposta dal socio di maggioranza nei confronti dei soci di minoranza per il risarcimento dei danni provocati dalla mancata adozione delle delibere a causa dell’esercizio reiterato, e asseritamente abusivo, del potere di blocco. Inammissibilità. Preclusione derivante dal mancato esercizio del potere di impugnazione della delibere negative.

Une cause qui ne dit pas son nom. Il problema della causa del contratto e la riforma del terzo libro del Code civil   (GIOVANNI BATTISTA FERRI)

(*) Il saggio è destinato agli Scritti in onore di Carlo Castronovo.

La questione brevettuale all’inizio del XXI secolo   (VINCENZO DI CATALDO)

1. Presentazione del tema. – 2. Il brevetto dalle origini a metà Ottocento. – 3. L’esplosione della questione brevettuale: la crisi del brevetto nel Regno Unito…. – 4. … e il movimento abolizionista nel Continente. – 5. La “chiusura” della questione brevettuale nell’ultimo quarto di secolo dell’Ottocento. – 6. Cento anni di silenzio, la riforma del Patent Act negli U.S.A. e il paradosso di Machlup. – 7. La seconda metà del Novecento ed i primi studi empirici sugli effetti economici del brevetto. – 8. L’evidenziazione dell’intrinseca ambivalenza strutturale del brevetto. – 9. L’Accordo TRIPS e la progressiva valorizzazione delle sue flessibilità. – 10. L’uso sperimentale dell’invenzione altrui. La regola tradizionale. – 11. Progressiva rarefazione degli usi “puramente” sperimentali nel mondo moderno. – 12. Il debito dell’inventore rispetto ai suoi predecessori. – 13. Invenzioni dipendenti e invenzioni indipendenti. – 14. Proprietà intellettuale come proprietà? Il brevetto come esclusiva su tutti gli usi? – 15. L’uso sperimentale finalizzato al rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco generico. – 16. Dall’illiceità dei clinical trials in pendenza di brevetto altrui alla Bolar exemption. – 17. La regola del generico: regola eccezionale o conferma di una regola generale?

(sentenza con note) Sulla applicazione analogica dell’art. 2361 comma 2, c.c. nelle società a responsabilità limitata   (VINCENZA VALENTE)

MASSIMARIO Partecipazione di società a responsabilità limitata in una società di persone. Applicabilità dell’art. 2361 c.c. Esclusione. Necessità dell’autorizzazione assembleare ex art. 2479 c.c. solo nel caso in cui l’assunzione della partecipazione comporti una modifica sostanziale dell’oggetto sociale della s.r.l. SOMMARIO 1. La fattispecie. – 1.1. La sentenza in esame. – 2. L’articolo 2361, 2° comma, c.c. – 3. L’applicabilità del secondo comma dell’articolo 2361 c.c., alle società a responsabilità limitata.  

MALA GESTIO E RESPONSABILITÀ   (SILVIO MARTUCCELLI)

1. La responsabilità «gestoria». – 2. Doveri degli amministratori e onere della prova. – 3. Doveri «a contenuto specifico». Inosservanza dei doveri e giusta causa di revoca. – 4. Doveri «a contenuto generale». Insindacabilità nel merito delle scelte gestorie. – 5. Dovere di diligenza. Diritto all’errore. – 6. Dovere di lealtà. Dalla decisione al processo decisionale. – 7. Dovere di agire in modo informato. Solidarietà passiva. Amministratori esecutivi e amministratori privi di deleghe. – 8. Mala gestio e danno: un’equazione da verificare. – 9. L’area del danno risarcibile. – 10. Dati contabili e quantificazione del danno. – 11. Lacune in contabilità e presunzione del nesso eziologico. 12 – La prevedibilità del danno da mala gestio. – 13. Proprietà e gestione nella disciplina delle società per azioni. L’influenza del socio sugli atti gestorî. – 14. Mala gestio e controllo dell’azionista. – 15. L’art. 2476, VII comma, cod. civ. e la responsabilità del socio di società a responsabilità limitata. – 16. La soluzione incline ad escludere l’applicazione per analogia della regola dettata dall’art. 2476, VII comma, cod. civ. – 17. Considerazioni critiche. L’ingerenza occasionale del socio e la responsabilità solidale dell’amministratore. – 18. Il titolo della responsabilità del socio per mala gestio. La tesi della natura contrattuale. – 19. L’art. 2476, VII comma, cod. civ. sanziona l’illecito compiuto dal socio per induzione all’inadempimento. ----- (*) Lo scritto si basa sul testo dell’omonima relazione svolta dagli autori in occasione di uno dei ‘seminari itineranti’ promossi dal Prof. Natalino Irti, tenutosi presso l’Università Cattolica del S. Cuore di Milano il 9 ottobre 2015. Sebbene frutto di riflessione congiunta, i parr. 1-7 sono di Silvio Martuccelli (professore ordinario di diritto privato, LUISS Guido Carli, Roma); i parr. 8-12 sono di Vittorio Occorsio (notaio, ricercatore di diritto privato, Università Telematica Pegaso); i parr. 13-19 sono di Giovanni Di Lorenzo (ricercatore di diritto privato, Università Sapienza, Roma).

Società eterodirette e selezione dei soggetti fallibili: la c.d. supersocietà tra società di capitali   (PAOLO GHIONNI CRIVELLI VISCONTI)

1. Premessa. – 2. Lo stato della questione. – 3. La ricostruzione della disciplina applicabile alla s.r.l. – 4. Inefficacia della partecipazione assunta senza delibera ed ammissibilità della fattispecie. – 5. Accertamento dei requisiti ex art. 2247 c.c. della supersocietà conclusa per comportamenti concludenti e strumenti di tutela. – 6. Il fallimento della supersocietà: presupposti e legittimazione. L’inapplicabilità del fallimento per conversione (art. 147, comma 5°, l. fall.).

Le nuove fonti del diritto bancario europeo e il ruolo della European Banking Authority   (STEFANO CAPPIELLO)

1. Introduzione. – 2. La crisi finanziaria e la creazione dell’EBA e della BU. – 2.1. La prima fase della crisi e il passaggio dall’‘‘armonizzazione minima” al “Single Rulebook”. – 2.2. La seconda fase della crisi e la creazione della Banking Union. – 3. Il Single Rulebook: i due livelli normativi. – 3.1. Le norme tecniche dell’EBA. – 3.2. Gli altri strumenti normativi, e non, che compongono il Single Rulebook. – 4. Le linee portanti del Single Rulebook. – 4.1. La piattaforma interattiva di accesso al Single Rulebook. – 4.2. Gli obiettivi e le priorità perseguiti nel completamento delle regole prudenziali- -4.3. ll cambio di paradigma introdotto dal nuovo regime delle crisi bancarie. – 5. Sulle prossime tappe.

(sentenza con note) Norme societarie dotate di valenze concorsuali: un problema non solo di diritto europeo   (GIUSEPPE TERRANOVA)

MASSIMARIO Diritto comparato. Diritto tedesco. Rinvio pregiudiziale alla Corte UE della questione se sia possibile interpretare l’art. 4 del Regolamento 1346/2000 nel senso che tra le leggi del luogo in cui è aperta la procedura di insolvenza rientri anche una norma, come il § 64.1 GmbHG, che obbliga gli amministratori della società insolvente che abbiano ritardato la dichiarazione di fallimento alla rifusione dei pagamenti eseguiti dopo la manifestazione dell’insolvenza ma prima della sua dichiarazione. Diritto comparato. Diritto tedesco. Rinvio pregiudiziale alla Corte UE della questione se l’applicazione del § 64.1 GmbHG all’amministratore di una società costituita in Gran Bretagna, ma dichiarata fallita in Germania, violi la libertà di stabilimento. Diritto comparato. Diritto tedesco. All’amministratore di una società costituita in Gran Bretagna, ma dichiarata fallita in Germania ai sensi del Regolamento 1346/2000, si applica la disciplina dettata dal § 64.1GmbHG. Diritto dell’Unione Europea. L’art. 4 del Regolamento 1346/2000 si interpreta nel senso che tra le leggi del luogo in cui è aperta la procedura di insolvenza rientra anche una norma, come il § 64.1 GmbHG, che obbliga gli amministratori della società insolvente che abbiano ritardato la dichiarazione di fallimento alla rifusione dei pagamenti eseguiti dopo la manifestazione dell’insolvenza ma prima della sua dichiarazione. Diritto dell’Unione Europea. L’applicazione del § 64.1 GmbHG all’amministratore di una società costituita in Gran Bretagna, ma dichiarata fallita in Germania, non viola la libertà di stabilimento.

Dalla “Pietra del vituperio” al “bail-in”   (GIUSEPPE B. PORTALE)

(*) Lectio brevis, tenuta all’Accademia dei Lincei (seduta del 15 aprile 2016), e destinata agli Scritti in onore di Antonio Gambaro.

Il debito e la storia: dalla colpa alla fisiologia dell’insolvenza   (GABRIELE NUZZO)

1. La doppia anima del fallimento: frode e inciampo. – 2. Cenni sulle sanzioni personali nei confronti del debitore nel mondo antico. – 3. Sanzioni penali e capitis deminutiones nel diritto dei Comuni. – 4. Dal decoctor ergo fraudator all’imprenditore onesto ma sfortunato. – 5. Le conseguenze personali del fallimento nelle codificazioni ottocentesche. – 6. Fallimento e diritti fondamentali nella legge fallimentare del 1942. – 7. La riforma del 2006 e la “umanizzazione” del diritto concorsuale. – 8. La politica europea per il superamento della stigmatizzazione del fallimento aziendale. – 9. La second chance policy e il disegno di legge delega per la (ennesima) riforma della legge fallimentare. – 10. Le possibili inefficienze delle legislazioni “discharge-oriented”.    (* Il testo – con l’aggiunta delle note – riprende la relazione tenuta al Convegno svoltosi a Pisa il 27-28 giugno 2016 su “Pluralismo delle fonti e metamorfosi del diritto soggettivo nella storia della cultura giuridica”, organizzato nell’ambito di un progetto di ricerca finanziato dall’Ateneo pisano. Ringrazio la City University of London Law School, presso la quale ho condotto gran parte della ricerca, e i Colleghi inglesi con cui ho potuto confrontarmi.

Competenza gestoria degli amministratori e deleghe di funzioni nella sgr   (LUCIA PICARDI)

1. L’esternalizzazione di funzioni del gestore alla luce dell’alternativa fra impresa e mercato. – 2. L’esternalizzazione di funzioni nella prestazione dei servizi di investimento e nella gestione collettiva del risparmio. – 3. Forma e contenuto del contratto di esternalizzazione. – 4. I limiti alla stipulazione delle deleghe di gestione fra diritto societario e regole del mercato finanziario. – 5. Il principio della “letter box entity”. – 6. Le deleghe di gestione nelle strutture di gruppo. – 7. Delega di funzioni e responsabilità degli intermediari coinvolti nella prestazione del servizio. – 8. Conclusioni. ----- (*) Lo scritto riproduce, con alcuni aggiornamenti bibliografici, un contributo apparso nel volume collettaneo Assogestioni su “Profili evolutivi della disciplina sulla gestione” a cura di R. D’Apice, Bologna, 2016.  

L’agire consapevolmente disinformato dell’amministratore di S.p.A.   (EMILIANO MARCHISIO)

1. Considerazioni introduttive. – 1.1. In particolare: il contenuto dell’obbligo di agire in modo informato. – 1.2. Il problema oggetto di indagine. – 1.3. Alcune precisazioni sul metodo dell’indagine. Tra incentivi efficienti e rischi di “amministrazione difensiva”. – 2. Aree escluse dalla possibilità di azione legittima in condizioni di ignoranza consapevole. – 2.1. Il “bagaglio conoscitivo minimo” inderogabile in capo a ciascun consigliere di amministrazione di s.p.a. – 2.2. L’obbligo “di risultato” previsto in talune ipotesi legislative. – 2.3. La responsabilità dell’amministratore titolare, in concreto, delle «specifiche competenze» relative all’operazione o all’atto che ha cagionato il danno o che disponga della specifica conoscenza. – 2.4. L’obbligo di approfondimento in presenza di “segnali di allerta”. – 3. La disinformazione per incompetenza sulla materia specifica. Disinformazione del singolo amministratore e disinformazione del procedimento. – 3.1. Disinformazione del singolo amministratore e procedimenti istruttori adeguati. – 3.1.1. Il ricorso al dato informativo o alla perizia internamente al consiglio di amministrazione. Il requisito dell’informazione riferito all’organo collegiale. Legittimità della scelta di fare affidamento su informative endo-collegiali. – 3.1.2. Il ricorso al dato informativo o alla perizia esternamente al consiglio di amministrazione. Legittimità della scelta di fare affidamento su informative eso-societarie. – 4. La disinformazione conseguente a scelte di specializzazione operativa. La presenza di deleghe. – 4.1. L’informativa formalmente scorretta: responsabilità degli amministratori non esecutivi per colpa. – 4.2. L’informativa formalmente corretta ma sostanzialmente incompleta o difforme dalla realtà. – 4.3. Una precisazione in tema di «speciali requisiti di ... professionalità» ex art. 2387 c.c. e legittimità della scelta di fare affidamento su informative endo-collegiali. – 5. La disinformazione relativa ad operazioni intragruppo a compensazione anticipata, contestuale o programmata. – 6. Considerazioni conclusive.
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